Dal campo al piatto: la nostra filiera corta di grano duro

C’è un periodo dell’anno in cui la nostra filiera di grano duro prende vita. I campi della Basilicata e della Puglia si tingono d’oro, le trebbiatrici percorrono lente le spighe e l’aria porta con sé l’odore inconfondibile del grano appena tagliato. È la raccolta — e per noi, è anche l’inizio di tutto.
La filiera che abbiamo scelto di costruire
La pasta che produciamo nasce da un grano che conosciamo per nome, per origine, per territorio. Tutto è reso possibile da un sistema, il “Grano Duro 5G”, un accordo di filiera che lega ogni anello della catena — chi coltiva, chi stocca, chi macina, chi trasforma la semola in Pasta di Gragnano IGP.
Ogni formato che produciamo quindi porta con sé una storia che inizia molto prima del pastificio — tra le spighe dorate del Sud Italia. E si sente.
Il Consorzio di Tutela del Grano Duro Appulo Lucano: chi custodisce la filiera
Al cuore della filiera c’è il Consorzio di Tutela e Valorizzazione del Grano Duro Appulo Lucano, che riunisce 59 aziende agricole e un’industria molitoria che insieme coltivano circa 4.000 ettari di terreni nei territori intorno a Matera, tra Puglia e Basilicata. Dietro ogni ettaro c’è una famiglia: persone che conoscono il grano da generazioni, che ne hanno imparato i ritmi stagionali, che ne hanno fatto la propria identità e il proprio mestiere. Il Consorzio ha proprio l’obiettivo di custodire questa eredità e garantire l’autenticità del grano duro Appulo Lucano.

Quando il raccolto diventava celebrazione collettiva
C’è un’Italia che festeggia ancora il grano. Nel Sud Italia, la fase del raccolto ha sempre avuto il sapore di un traguardo condiviso — musica, tavole imbandite e comunità riunite. Non era solo la fine di un lavoro, ma il momento in cui la terra restituiva quello che le era stato affidato. Un rito antico che in alcune zone sopravvive ancora oggi, e che racconta cosa significa coltivare con cura.
È da questa cultura che nasce la nostra pasta.